Laura, che vuoi da me?

La scorsa settimana sono stata vittima di una
persecuzione. Da parte di questa signora dalla faccia d'angelo che corrispoonde al nome di
Laura Linney. Forse penserete che mi sto impazzendo (il che non sarebbe forse cosa tanto improbabile, visto che faccio tre lavori più l'università, e che tengo due blog), ma sentite qua cosa mi è successo, e poi giudicate voi:
Martedì scorso: andiamo al
Supercinema Lami, dove proiettavano, all'interno della rassegna
"Martedì Cinema", il film
The life of David Gale.
Un buon film, ben fatto, con una Kate Winslet in gran forma e un Kevin Spacey all'altezza.
Un buon film che però a me ha inquietato incredibilmente: si vede questa scena in cui la Laura Linney, appunto, muore, divincolandosi con le mani legate e un sacchetto sulla testa, tutta nuda sul pavimento di una cucina. E non è solo questa scena, impressionante certo, ma tutta la trama del film, che non racconto, per chi non l'ha visto e vuol mettere in pericolo la sua salute mentale guardandolo, che a me ha sconvolto, non facendomi dormire, e ancora mi vengono i brividi a pensarci.
Venerdì: torniamo allo stesso cinema, questa volta per vedere un film scelto da me, che volevo distrarmi e farmi due risate con una commediola leggera, l'inglese
Love Actually, dove, non lo sapevo, ti trovo ancora lei, che sembra più giovane e carina, e le hanno appioppato una delle parti più sfigate del film: innamorata del collega che, giuro, è
uguale a Roul Bova, ossessionata e perciò impossibilitata ad aver alcun tipo di relazione, dal fratello portatore di handicap.
Domenica: andiamo con Antonio e Beatrice a vedere
Mystic River, il film tanto discusso di
Clint Eastwood. E chi ti compare senza che io me lo aspettassi? Ancora
lei, qui nelle vesti scintillanti di moglie mezza psicopatica di Sean Penn, fa il personaggio più ambiguo e allucinante di tutta la storia, per il cui monologo finale il film ai nostri occhi è sceso di un punto e mezzo buono.
Se non è una persecuzione questa... ditemi voi.
Chiara
19/11/2003