Diciassette Pollici

05/11/2003

Il momento più imbarazzante della mia vita


Come già detto, è successo venerdì notte.
Verso le tre di notte in una discoteca della periferia di Firenze. Erano almeno 5 anni che non andavo in discoteca, ma chissà come mai venerdì mi sono fatto imbambolare da quattro ex-compagni di scuola che sembravano convinti che non ci fosse niente di meglio da fare. Era la notte di Helloween, ma io non lo sapevo. Che vuoi che me ne freghi di una stupida festa extracomunitaria in maschera, quando già non mi piace il nostrano carnevale... ma questo è un altro discorso.
Torniamo alla discoteca. E' un posto strano, la discoteca. Sembra un ufficio postale il giorno del ritiro delle pensioni: si fa la fila in macchina, la fila per entrare, la fila per il guardaroba, la fila per il bagno, la fila per bere, di nuovo la fila per il guardaroba e la fila per pagare... allucinante. E la cosa più allucinante è che mentre fai la fila capisci che per le persone che sono con te, quella è una situazione normale...
Ma veniamo al dunque. Sono le tre del mattino circa. Io e i miei quattro compagni siamo stretti come sardine nel mezzo alla pista a far finta di divertirci. I miei quattro compagni hanno tutti un nome: Erminia, Daniela, Stefano e Federico. Quindi cinque invecchiati ventiseienni: due dottori, una laureanda e due scioperati studenti universitari. Doppia coppia di Re con sette. Ok, mi sto dilungando (sarà perché non ho voglia di continuare...), smetto.
Stefano era dietro di me, quasi a coprirmi le spalle. La musica era normalmente insopportabile e ridondante. A pochi passi da noi una cubista molto coreografica. Davanti a me stavano Erminia e Daniela. Un po' più spostato Federico... Dietro di me stava Stefano... proprio dietro di me. Ad un certo punto sento un petto che si schiaccia sulla mia schiena e delle gambe che si appoggiano sulle mie. Stefano era dietro di me, molto vicino. Stava scherzando, senza dubbio. La spinta era troppo forte. Per togliermelo di dosso porto la mano dietro le spalle e faccio per dargli una sonora strizzatina di palle... sicuro che si sarebbe scansato prima del contatto. Insomma, per farla breve... nell'attimo in cui ho appoggiato la mano ho sentito un agghiacciante VUOTO. Un tessuto come di fuseau e un vuoto non aspettato. Prima ancora di girarmi avevo capito che era successo l'irreparabile: avevo toccato e strizzato tra le mani la patta ad una tizia sconosciuta che era stata spinta per caso dietro di me. Mi volto, per affrontare il suo sguardo. Era sconvolto, stupito, tirato dalla rabbia. Ci guardiamo per un breve istante. Io, brutto ceffo, barbone con capelli incolti, vestito con una stupida camicia blu a quadri incorniciati di bianco. Lei neppure brutta, anzi carina, tirata a lucido come tutte le ragazze là dentro. Io con aria supplichevole, lei con toni infuocati.
Io: SCUSAMI, SCUSAMI, SCUSAMI. Credimi non l'ho fatto apposta!
Lei: .... (assumendo espressione ancora più incazzata) .... ma come...
Io: Telogiurononl'hofattoappostapensavofosseunmioamico!
Lei: Ma come ti permett.... ma vaff... ma sei stron.... ma CHE SCHIFO!!
Erminia (che non aveva capito una mazza di cosa era successo davvero e pensava di fare una battuta): Non ti fidare, è un maniaco!
Lei: .... ma... (ancora più inorridita) .... sei proprio uno stronz...
Io: Veramente, credimi! Te lo giuro, non volevo farlo, pensavo fossi un mio amico!
Lei: CHE SCHIFO, CHE SCHIFO, che schifo... che schifo (e si allontana)
In quei brevi istanti Stefano, che in un primo momento pensava che avessi incontrato un'amica che mi stava sorridendo (!), sente dei ragazzi accanto che dicevano: "Boia, quello là gliel'ha puntellato!"
Avevo la schiena ghiacciata dai brividi e immagino il volto paonazzo.
Non mi sono mai sentito più in imbarazzo in vita mia.
Il tutto per 21 euro, cash

Manuele
05/11/2003
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